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BLOG TOUR// Alla scoperta della Catalunya, tra filari di vite, profumo di mosto e tradizione

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Viaggiare in autunno ha il fascino trasgressivo di godersi una vacanza mentre gli altri lavorano, un posticipo di estate senza dover fare i conti con le temperature feroci d’agosto.

Sono partita con una valigia leggera, sono tornata con un bagaglio di esperienze e ricordi, con gli occhi (e la reflex) pieni di bellezza, con il profumo del mosto tra le narici e sulla pelle, con la voglia di raccontarvi il mio viaggio in Catalunya, le passeggiate al tramonto tra i filari di vite, di come le voci e i pensieri rimbombino nelle cantine, tra tini d’acciaio e botti, tra bottiglie impolverate e quel mosto che si scalda, fermenta, borbotta, quel mosto che è vita.

Non ci si sofferma abbastanza a pensare che dietro un calice di vino che si fa tintinnare c’è la vita, c’è la storia di chi quel vino lo produce, c’è una famiglia che tra i campi assolati ha iniziato una tradizione portata avanti dai figli, dai nipoti che in quelle viti perfettamente allineate hanno riposto sogni e speranze da tramandare a chi verrà dopo.

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Ci pensavo mentre raccoglievo con le mie mani i grappoli di uva matura, in una mano la cesoia nell’altra lo smartphone, mentre pestavo a piedi nudi quegli acini grossi, scuri e succosi nella tinozza di legno, coi pantaloni svoltati al polpaccio, il cappello di paglia per ripararmi dal sole ed un sorriso grande così. Voi l’avete mai bevuto il succo d’uva appena fatto?

Ha il sapore dolce delle esperienze che si guadagnano un posto speciale nella memoria, ha il gusto del nettare zuccherino che ti ricongiuge alla madre terra, a quella natura che dalle nostre città grigie sembra così lontana. E’ solo sporcandoti le mani che comprendi quanto sia sacro quel rito che ogni anno si rinnova, una tradizione millenaria, un rito uguale da secoli e affascinante come poche.

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Tra una visita in cantina, una passeggiata per le vigne e una degustazione di formaggi e specialità locali, la Catalunya mi ha offerto una chiave di lettura entusiasmante dell’enoturismo, un’esperienza condivisa con un gruppo di colleghi blogger che, complice l’elevato tasso alcolico del blog tour, ha reso ancora più piacevole la scoperta di una terra che mi ha riservato tante inaspettate sorprese.

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Se avete voglia di programmare una vacanza all’insegna del relax, del buon cibo e del buon vino, che siate intenditori o profani, astemi o cultori, poco importa,  l’enoturismo in costa Barcelona, è un’esperienza davvero per tutti, è quello che si definisce un vero e proprio viaggio emozionale.

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Ecco il programma del tour da cui potrete prendere spunto per organizzare il vostro viaggio alla scoperta di cantine e vigneti:

La nostra prima tappa è stata Alella. Merita la visita ( e il pranzo) la cantina Marfil Alella che dal 1906 produce vini in una splendida location in stile Art Nouveau. Un’altra cantina di famiglia che merita la visita è Celler Alta Alella, con i suoi  vigneti a due km dal mare mediterraneo e i suoi vini biologici presenti nella carta dei vini di alcuni dei migliori ristoranti del mondo.

Sono rimasta piacevolmente colpita dall’hotel, Hostal de la Placa, a Cabrils. La cura del dettaglio tipica di un buon hotel, ma l’atmosfera calda e accogliente di una meravigliosa casa arredata con gusto impeccabile, è qui che ho realizzato il mio sogno di dormire in un meraviglioso letto a baldacchino!

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La mattina seguente dopo una colazione che definire abbondante è un eufemismo, direzione Subirats per la visita alla cantina Eudald Massana Noya. Nel tragitto per raggiungere la cantina ho messo a dura prova la mia resistenza alle curve in auto, mi sono ripresa subito quando mi è stato proposto di prender parte alla raccolta dell’uva e alla vendemmia. Dopo un pranzo in località Sant Sadurnì d’Anoia, al ristorante Fonda Neus, siamo partiti destinazione Vilafranca del Penedes.

Conoscete la tradizione delle Human Towers? I Castellers de Vilafranca praticano uno sport davvero singolare, il loro obiettivo è costruire vere e proprie Torri Umane, una dimostrazione di fiducia nel prossimo senza paragoni oltre che uno spettacolo straordinario. Vi assicuro che vedere uomini, donne e bambini che in religioso silenzio si sostengono a vicenda, uniti verso un obiettivo comune, è qualcosa di davvero toccante, che fa riflettere.

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Esausti e brilli, ma galvanizzati dalla storia di questi atleti non convenzionali,  ci ritiriamo a Pantons, nell’hotel Rural el Molì che ci ospita per la notte, un paesino di qualche centinaio di anime, un cielo pieno di stelle e un’altra giornata che ci aspetta.

La mattina seguente la nostra destinazione è Avinyò e la cantina Abadal, fondata nel 1983, un’azienda di famiglia dove si coniugano tradizione e innovazione in una delle cornici più belle che abbia mai visto.

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Dopo il pranzo con immancabile antipasto a base di pane, acciugle e pomodoro, nell’esclusivo Golf de l’Oller del Mas e dopo visita e degustazione di vini alla cantina Oller del Mas, situata in un castello risalente al decimo secolo, una passeggiata in mountain bike tra i vigneti fino a Manresa, 5 km di pedalata con il vento che scompigliava i capelli e le endorfine in circolo. Un’esperienza piacevolissima.

Il blog tour volge al termine perchè l’indomani il mio volo a mezzogiorno mi consente solo una rapida visita di Sitges, una tappa mordi e fuggi, che riesce però ad incantarmi con la sua anima festaiola e dichiaratamente gay friendly, dove tolleranza e libertà sono valori e il turismo è cosmopolita. I suoi negozietti, i suoi vicoli, il mare, mi fanno andar via con la voglia di tornare.

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