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The best is yet to come: si chiude una porta…e se ne apre un’altra

Stamattina mentre facevo colazione ho scritto che vorrei tanto che i respiri corti lasciassero spazio finalmente a uno lungo, profondo che riempie e svuota il petto. Mi avete stupito perché in tantissime mi avete scritto mail, commenti e messaggi privati per chiedermi cosa fosse successo, per incoraggiarmi qualsiasi cosa stesse accadendo e mi sono sentita in dovere di tranquillizzarvi e di dirvi che io sono fatta così: qualcuno direbbe che in fondo sto “solo traslocando”, ma per una come me che odia gli stravolgimenti che è affezionata alla sua routine, che non ama che le si scombinino le carte delle sue collaudate giornate, questo non è solo un evento da gestire e organizzare, è un vero e proprio trauma.

Non è solo la fatica di giornate lunghe e intense a pesare, ma piuttosto il risvolto psicologico: amo la mia nuova casa, adoro il colore che abbiamo scelto per le pareti, non vedo l’ora di cucinare nella nuova cucina e di appendere la ghirlanda natalizia alla porta d’ingresso. Al tempo stesso però giro per questa casa sempre più vuota, ma ancora piena di ricordi ed è inevitabile la nostalgia: gli scatoloni invadono le stanze, le mensole sono sgombre, un trasloco ti mette di fronte a scelte forzate: buttare via quella giacca che non indossi da anni ma che ti ostini  conservare, deciderti a spolverare sopra quei quadri che “ se no chissà cosa pensano quando li staccano” trovare il coraggio di guardare in quei cassetti stracolmi, ma pieni di cosa? Di multe pagate a malincuore, di talloncini di ticket aerei, di biglietti d’auguri, di biglietti da visita che non sai perché hai conservato, di graffette, scontrini, biglietti di film visti e dimenticati, di fatture che hai scordato di presentare al commercialista, di foto.

Le foto delle vacanze a Miami, del Natale a Londra, del concerto di Jovanotti, di quella giornata al mare a Febbraio. Dei suoi capelli cortissimi, del tatuaggio nuovo, di quel giorno che non ricordi dove, non ricordi quando ma avevi quell’espressione così felice. E invece di impacchettare mi soffermo a pensare, entro in tutte le stanze, quelle stanze dove potrei muovermi ad occhi chiusi, dove so dove trovare ciò che cerco e penso che manca davvero poco, chiuderemo la porta di questa casa per aprirne un’altra che ci metteremo un po’ a conoscere e a sentirla nostra.

E, lo so, sarà bellissimo, è che sono un po’ Drama Queen nell’animo io, e adesso che è tutto pronto, adesso che mi è rimasta solo la tazza per la colazione e lo stretto necessario per sopravvivere, adesso che le mie alzatine, i miei vassoi, i miei quadri, le mie scatole con i nastri, sono tutti impacchettati, vorrei solo essere seduta nel mio salotto con la mia rassicurante tazza di tè bollente tra le mani e godermi la nostra nuova vita.

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5 Commenti

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    sarettas83
    13 Novembre 2012 at 12:30

    Come ti capisco, sono nella stessa situazione….iniziare l’avventura della casa nuova, la prima casa da sola (non da sola con lui ma cmq senza ”mamma e papa”’)…le stanze vuote, la paura di non riuscire, di non farla come vorrei e come ho sempre sognato, di non riuscire a fare il ”salto”…come al solito pero’ il tuo post mi da speranza…e quoto pure il messaggio di auto-aiuto ”the best is yet to come”….buona fortuna Vale!!!!

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    Domenica
    13 Novembre 2012 at 12:49

    mi hai emozionata tantissimo in questo post! è davvero bello, mi sembra di vivere con te tutte le tue emozioni.
    ho 23 anni vivo con i miei, ma credimi a volte vorrei proprio avere una “casetta” tutta mia per avere la mia indipendenza, ma per il momento non POSSO! non vedo l’ora di vivere in prima persona le tue stesse emozioni e sensazioni.
    ancora grazie per questo post 😉

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    luna
    13 Novembre 2012 at 14:35

    il trasloco viene considerato come una tra le maggiori fonti di stress..resisti e sappi che non appena vivrai nella nuova casa ripenserai a questo cambiamento con un gran sorriso!

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    Enrica
    13 Novembre 2012 at 18:00

    Anche io tra un po’ vivrò il momento tanto atteso, la convivenza. Lascerò la mia camera dove ancora sulla libreria campeggiano i vecchi diari di scuola, e mi chiedo quali saranno le cose che lascerò nella casa dei miei e quelle da cui invece non saprò distaccarmi. Di un’unica cosa sono certa anche io The best is yet to come 🙂

    Bel post (sono tutti belli) ma questo è un po’ più personale del solito:-)

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    stefy
    14 Novembre 2012 at 11:40

    ho traslocato un anno e mezzo fa…nn è che dopo il matrimonio ognuno va a casa propria! e devo dirti che è stato bello, emozionante ma come ogni cambiamento ci si deve abituare…tempo al tempo…il bello o il meglio come dici tu deve ancora venire…
    ma quanto sono orgogliosa della cucina bianca immacolata con pavimento in legno grigio e un vecchio mobile di nonna per dare quell’aria retrò….;)
    aspetto la ricetta dei veggie burger alle lenticchie ne ho trovata una su internet ma voglio confrontarla con la tua perchè sono certa sarà “la meglio”!
    stefy

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