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Come si diventa food photographer e food stylist? Te lo dice un esperto (che ci svela pure qualche trucco)

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Siamo ciò che mangiamo. E se fotografiamo ciò che abbiamo sulla tavola siamo di conseguenza ciò che fotografiamo.

Qualche tempo fa, per Spray Food, rivista semestrale, “costola” di Spray Magazine, dedicata a cibo e dintorni, ho intervistato un food photographer e food stylist che mi ha raccontato di questa nuova professione così affascinante e richiesta. Visto che una delle chiavi di ricerca maggiormente ricorrenti negli analytics di questo blog è “come fotografare il cibo?“, ho pensato che trattare il tema potesse tornare utile ad amatori e appassionati del genere.

Da quando il foodstragramming è diventata una moda inarrestabile, la condivisione sui social di foto a tema food ha fatto sentire tutti un po’ fotografi.C’è però chi per fare il food photographer ha studiato e il cibo lo fotografa per professione; c’è anche chi viene chiamato da brand e aziende perché ritenuto esperto in quella professione relativamente nuova che è quella del food stylist. Noi abbiamo incontrato Leonardo Caporale, contemporaneamente Food photographer e Food Stylist, uno che il cibo prima lo rende più bello e appetitoso e poi lo immortala.

Ci siamo fatti raccontare il mondo del food, visto dagli occhi di un esteta e abbiamo scoperto qualche trucco del mestiere e gli errori da non commettere quando fotografiamo i nostri piatti. 

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Food photographer e Food Stylist, due lavori tanto diversi quanto complementari, quando e come ti sei avvicinato al mondo del food?

Esattamente. Di solito mi piace fare entrambi, quando posso e me lo permettono.

Mi sono avvicinato al food quasi per caso, la Food Photography è un ramo dello Still Life, dove composizione e luce sono fondamentali. Mi ci hanno portato gli studi.

Che tipo di studi hai fatto?

Ho sempre avuto macchine fotografiche sin da piccolo, ho sperimentato con le pellicole e le polaroid, che utilizzo ancora oggi. Poi l’avvento del digitale. Non mi bastava, volevo conoscere sempre più cose. Ho iniziato a studiare alla scuola romana di fotografia. Un’esperienza incredibile. Ho approfondito: la Camera Oscura, Tecnica Fotografica, Reportage, Ritratto, Still Life. Ma per lo Still Life e il come utilizzare le luci su un set, è stato subito amore.
In realtà non ho mai finito di studiare, è un mondo in continua evoluzione.

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Erroneamente si potrebbe pensare che il food stylist sia chi “sistema” le pietanze affinchè possano essere fotografate. In realtà c’è molto di più dietro: qual è esattamente il ruolo del food stylist?

Un food stylist si occupa di tutto quello che riguarda la materia prima, reperimento, preparazione, presentazione e allestimento del food prima di essere fotografato. Il cibo deve essere appetitoso e far venire la voglia di essere mangiato.

Oltre ad un attento occhio e buon gusto, quali sono concretamente gli strumenti indispensabili per un food stylist?

La conoscenza delle materie prime. I dettagli sono fondamentali. Poi credo ci sia una cosa innata, non so come spiegartela, diciamo: “o ce l’hai o non ce l’hai”.

Per certi servizi fotografici si ricorre all’utilizzo di vernici non commestibili al posto delle creme, si usa la colla per tenere insieme gli ingredienti sui piatti, alcune pietanze non vengono cotte perché da crude hanno un aspetto esteticamente migliore…sul set c’è più realtà o più finzione?

Va fatta una distinzione. Semplificando: immagini che sono destinate ad un uso pubblicitario e immagini che sono destinate ad un uso editoriale.

In quelle pubblicitarie c’è molta finzione, tutto quello che hai appena detto esiste e si usa. Rende il cibo bello, appetitoso, desiderabile.
Mentre in quelle editoriali, se vogliamo chiamarle così, c’è molta più realtà. La moda fotografica del momento porta le immagini ad essere fatte sempre più naturalmente, sempre più spesso in un contesto di “Imperfetto Quotidiano”.
Mi piace molto questo stile, nordeuropeo, in cui si usa luce naturale, c’è meno finzione, ma i trucchi e gli espedienti si usano anche in questo caso.

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Che ruolo ha Photoshop in questo tipo di fotografia ?

Ormai non esce un’immagine senza che passi per photoshop. Cerco di utilizzarlo meno possibile. Ma la postproduzione è utilissima per correggere piccole imperfezioni, quindi inevitabile. Il “segreto” è scattare bene, poi con photoshop si correggono piccole cose. Photoshop non fa miracoli, se l’immagine non è buona, non può salvarti.

Qual è il cibo più difficile da fotografare?

Tutto, sembra una cosa banale ma in realtà se non si hanno conoscenze tecniche non si riesce ad avere una bella immagine. La cosa importante nel food, è la texture dell’elemento. Ed ogni elemento va trattato in maniera diversa. Posso dirti quello che non mi piace fotografare: la carne.

Quello che “rende” meglio davanti all’obiettivo?

Quello con dei contrasti molto forti.

Quella del food stylist è una figura professionale molto richiesta oggi in Italia?

Ormai è tutto legato al food. Non c’è un giorno in cui non si sente parlare di Food. Ma come per molte cose in Italia si distorce la visione di questa figura. Oggi è richiesto soprattutto chi fotografa il food, molto spesso si taglia sulle figure complementari e si chiede al fotografo di essere anche food stylist. Dipende tutto dal budget a disposizione, se è un buon budget, esistono bravissimi food stylist.

Che consigli daresti a chi possiede uno smartphone e ama fotografare il cibo che mangia?

Di pensare a quello che si sta facendo. Utilizzate la luce che avete a disposizione, bilanciate il bianco. Non utilizzate il flash. Spesso si vedono buone foto che perdono la qualità per una errata temperatura colore (bilanciamento del bianco). Passate la foto per un app che possa migliorare il loro aspetto. Bastano pochi tocchi.

Ci sono app che consiglieresti di scaricare per poter migliorare la resa finale delle foto da condividere sui social?

Snapseed è una di quelle che utilizzo molto spesso. Ti dà la possibilità di correggere molte cose. Ma ne esistono un’infinità. Hanno migliorato moltissimo anche Instagram, ora c’è la possibilità di modificare molte cose in pochi passaggi prima della pubblicazione.

L’errore da non commettere?

Non bilanciare il bianco ed usare il flash.

Grazie a Leonardo Caporale per aver condiviso con noi la sua esperienza. Vi ricordo che il nuovo numero di Spray Food sarà in distribuzione a Giugno con tantissime ricette, interviste e focus dedicati a cibo e dintorni.

 


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1 Comment

  • Reply
    michelangelo
    10 Ottobre 2018 at 12:54

    Meravigliosa intervista!! Da Food Photographer(michelangeloconvertino.it) seguo molti food blogger e vi assicuro che ne ho visti crescere moltissimi anche in breve tempo. Quindi per coloro che vogliono intraprendere questa strada serve tanta tenacia, ma i risultati potrebbero arrivare

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