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Quella voglia improvvisa di riappacificarmi col portafoglio

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Prima di uscire di casa stamattina, mentre facevo colazione al volo, tra il caffelatte e i biscotti, ho come sempre sistemato la mia borsa, ho controllato di averci messo le cose fondamentali, ho fatto un rapido check e mi sono accorta di non usare più ormai da anni il portafogli. Capiamoci, non vuol dire che esca da casa da anni senza portare soldi con me, ma vuol dire che il mio portafogli è stato sostituito, ormai da parecchio tempo, da un portamonete in tessuto in cui ci faccio stare tutto (ovvero: accartoccio le banconote, incastro la carta di credito, accumulo scontrini e tengo gli spicci).

Caso vuole che mi sia capitato sotto al naso, proprio oggi pomeriggio, un articolo che aveva per tema il portafoglio da donna e le sue dimensioni che, nel tempo, sono andate riducendosi sempre di più. Il motivo è presto detto, spiegava l’articolo: abbiamo fatto posto agli smartphone che sono diventati sempre più grandi e ingombranti, nel frattempo le nostre borse si sono fatte sempre più piccole e sempre più compatte come vogliono i diktat modaioli e chi ne ha fatto le spese è lui, il caro vecchio portafogli ridotto ai minimi termini o, come nel mio caso, soppiantato da un anonimo portamonete formato mignon, più pratico e soprattutto salva spazio.coccinelle portafogli_2

D’altro canto, avete mai provato a far entrare in una di quelle micro bag che vanno tanto di moda adesso l’iPhone 6 Plus, un gloss, le chiavi di casa e il portafogli? E’ una missione praticamente impossibile.

C’è da considerare poi che se le borse periodicamente cambiano e si adeguano ai trend di stagione, ammiccando dalle vetrine e conquistando la nostra attenzione, lui, il povero portafogli non è che abbia tutto questo appeal o questa capacità di reinventarsi, sarà anche per questo che non gode di tanta considerazione da parte delle donne.

Eppure io me lo ricordo bene il mio primo portafogli e ricordo bene l’emozione di tirarlo fuori quando al panificio volevo a tutti i costi comprare la merenda con i miei soldi frutto di paghette e lavoretti in casa o quando in edicola compravo le figurine e contavo le monete sperando che quelle che avevo bastassero per non fare figuracce. Me lo ricordo, era blu, a fiorellini, in tessuto con inserti in eco pelle. Aveva il taschino con la cerniera per le monetine e la tasca per le banconote che controllavo sempre che fossero allineate e sempre belle stirate. Era un regalo di compleanno, si chiudeva con un bottoncino a clip e aveva un moschettone per attaccarlo al passante del jeans (signori miei, erano pur sempre gli anni ’80, e la moda era quella che era!).

Questo ricordo un po’ nostalgico della mia infanzia, mi ha fatto venir voglia di tornare ad usare il portafoglio, in fondo ultimamente le mie borse sono tutt’altro che micro e tra un bavaglino di emergenza, le salviettine umidificate e un sonaglino, non sarà difficile trovargli uno spazio. E magari finalmente non pagherò più con banconote stropicciate, gli scontrini utili non li butterò via perché non ho spazio e la carta di credito non rischierà di spezzarsi.

La verità però mi sa che è un’altra, mi serviva semplicemente una scusa per sentirmi meno in colpa per l’ennesimo acquisto che a breve farò.

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